vivian maierQual è il legame fra il desiderio di nascondersi, di non apparire, di essere e non essere a un tempo e la vividezza di uno sguardo pronto, di più, quasi ossessionato, a cogliere particolari, situazioni ed emozioni? La realtà, immagine specchiata in una Rolleiflex che prende e dà vita attraverso lo sguardo di Vivian Maier, ci viene restituita con il potere dirompente della spontaneità, una sorta di moto dell’anima ancor prima che di un click sulla macchina fotografica, con la naturalezza tradotta in una tecnica pressoché perfetta ma probabilmente mai imparata, in immagini impeccabilmente bilanciate.

vivian maier photoDavvero Vivian Maier, lei così innamorata della luce, desiderava restare nell’ombra? (E spesso la sua stessa ombra compare riflessa nelle sue foto). O, piuttosto, le sue fotografie non le sono semplicemente “bastate”? Bastate a se stessa, a sconfiggere la solitudine, a rendere la sua vita piena. Piena delle vite degli altri, colti in momenti di ordinaria quotidianità o nell’eccezionalità di quelli speciali e anche negli oggetti che le vite le raccontano.

La fotografia decreta “l’irrevocabilità di ciò che è stato e non può più essere messo in dubbio” (I. Calvino, L’avventura di un fotografo) ma è anche, seguendo Barthes, il “ritorno del morto” e

“ripete meccanicamente ciò che non potrà mai ripetersi esistenzialmente” (R. Barthes, La camera chiara): ogni foto scattata, forse, contribuisce a riempire una specie di archivio dell’esistenza, in una parola a sconfiggere il vuoto.

Perciò, forse, non ha senso chiedersi se Vivian Maier avrebbe voluto che la sua imponente mole di fotografie fosse visibile al mondo o meno. Sicuramente, invece, per il ‘mondo’ esse sono la scoperta di un tesoro.

In mostra all’Arengario di Monza “Vivian Maier. Nelle sue mani.”

Dall’8 ottobre 2016 all’8 gennaio 2017, oltre cento fotografie – in maggior parte mai esposte prima in Italia – in bianco e nero e a colori, oltre che alcune pellicole super 8 mm, descrivono da vicino la bambinaia-fotografa newyorkese e offrono uno spaccato originale sulla vita americana della seconda metà del Ventesimo Secolo. (F.O)

Vivian Maier. Nelle sue mani.

Dall’8 ottobre 2016 all’8 gennaio 2017

Arengario di Monza

Piazza Roma, 20052 Monza MB

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