Sanificazione degli impianti di climatizzazione

Gli impianti sono preposti al comfort degli utenti degli ambienti confinati, case, uffici, ospedali ecc. e dunque devono esercitare la loro funzione al meglio in termini di temperatura, umidità, qualità dell’aria. E, aggiungiamo, dell’acqua, come abbiamo visto sui precedenti numeri di febbraio e marzo con i due articoli sulla legionella.

di Franco Adami. Gli impianti sono preposti al comfort degli utenti degli ambienti confinati, case, uffici, ospedali ecc. e dunque devono esercitare la loro funzione al meglio in termini di temperatura, umidità, qualità dell’aria. E, aggiungiamo, dell’acqua, come abbiamo visto sui precedenti numeri di febbraio e marzo con i due articoli sulla legionella.

Ma, tornando all’aria, non è raro imbattersi in canali di distribuzione in cui si sono accumulati polvere, muffe, insetti ecc. Per altro, la questione non riguarda solo il comfort delle persone: vi sono numerose applicazioni industriali in cui è assolutamente necessario un controllo rigoroso della purezza dell’aria. Parliamo di settori quali l’alimentare, l’elettronica, la chimica, per esempio.

L’installatore manutentore è chiamato a pieno titolo ad occuparsi della pulizia degli impianti, o meglio della loro sanificazione, non solo in casi eccezionali, ma nel corso dei normali interventi manutentivi periodici. L’utente dev’essere adeguatamente informato e sensibilizzato perché spesso il problema è nascosto, quello che c’è nei canali non si vede… ma si fa sentire. Sono state classificate vere e proprie sindromi da “edificio malato”.
E se l’edificio non sta bene, anche chi ci abita corre il rischio di incorrere in patologie, a cominciare da quelle respiratorio. L’installatore manutentore è chiamato dunque a svolgere anche una funzione sociale. Beninteso, non si sta parlando di volontariato, il proprio lavoro va pagato. Ma è anche giusto essere consapevoli e orgogliosi di fare un buon lavoro utile che va a beneficio della salute delle persone che si affidano a quel che esce dalle bocchette.

Franco Adami

(tratto dall’editoriale “Aria buona da respirare”, TIS Corriere Termoidrosanitario, aprile 2017)