IT’S Made in Italy: 19° Convegno Angaisa

Giovedì 30 novembre si è tenuto a Milano il 19° Convegno nazionale di Angaisa, l’associazione dei distributori idrotermosanitari italiani aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia.
Il 19° Convegno Angaisa è stato dedicato all’evoluzione storica e agli scenari evolutivi della casa e della famiglia italiane, con un focus particolare sull’ambiente bagno e su tutti i suoi principali elementi: arredobagno, impiantistica, climatizzazione, pavimenti e rivestimenti.

In particolare, con la ricerca “IT’S Made in Italy”. Innovazione e qualità, futuro e storia dell’idrotermosanitario fabbricato e distribuito in Italia dal 1930 al 2030”, realizzata da Cresme, sono stati presi in esame aspetti di carattere macroeconomico, sociologico e demografico e che hanno posto l’accento sulle tante eccellenze che hanno caratterizzato la storia della produzione di settore e sul ruolo della distribuzione italiana.

IT’S MADE IN ITALY

La ricerca “IT’S made in Italy – Innovazione e qualità, futuro e storia dell’idrotermosanitario fabbricato e distribuito in Italia dal 1930 al 2030”, presentata dal Direttore del Cresme, Lorenzo Bellicini, è stata realizzata per Angaisa con il contributo di molti partner che hanno creduto nel progetto: Allianz e Allianz Global Investors, Mostra Convegno Expocomfort, Confcommercio, Ceramics of Italy, Cerved, CNA Installazione e Impianti, Assobagno di FederlegnoArredo, Ferroli, IVAR e Pedrollo.

È una storia da un lato e una previsione dall’altro, che vuole fissare le radici e misurare il cambiamento in una fase storica caratterizzata da nuove rivoluzioni, da un modo di fare e dai suoi valori (estetica e funzionalità), ma è soprattutto l’analisi di un mercato visto nella sua capacità di successo, di comprensione e guida del cambiamento.

Quello che si è cercato di raccontare è la storia di un modello, di successi e di invenzioni, è la storia di un pensiero spesso unico al mondo, che si è concretizzato in componenti funzionali e estetici della casa e che ha fatto scuola. Un’evoluzione di modi di vivere e di abitare che segue un costante equilibrio tra estetica e innovazione, con particolare riferimento al comparto idrotermosanitario, vale a dire quello dell’igiene della persona, del comfort abitativo, dell’uso e controllo dell’acqua, dell’aria, del fuoco, dei principi, delle soluzioni e delle tecnologie che costituiscono ampia parte, sin dalle origini, del modello italiano di abitare.

Un modello che si costruisce anche grazie all’affermarsi di un modo di distribuire italiano fatto non solo di prodotti ITS, ma di conoscenza, di assistenza, di relazioni personali, di servizio, un modello che trova rappresentata nella rete di Angaisa la parte più importante di questa storia.

PASSATO, PRESENTE E FUTURO

Il settore idrotermosanitario – emerge dalla ricerca – ha una lunga storia tecnologica alle spalle, che ha per obiettivo l’igiene, la salute e il comfort abitativo. È la storia dell’acqua calda, del riscaldamento, dell’aria, è la storia della pavimentazione e dei rivestimenti dei luoghi in cui si abita e lavora.

E se negli anni 2000 l’ITS registra il passaggio dal “minimalismo” del primo decennio del XXI° secolo alla “personalizzazione” del secondo decennio, il futuro è caratterizzato dai temi della digitalizzazione, della sostenibilità, della integrazione e della interconnessione che spingono l’ITS su nuove frontiere estetiche e tecnologiche. Idrotermosanitario, elettrotecnica e elettronica si integreranno sempre più in una casa sempre più interconnessa, i sistemi di riscaldamento e di condizionamento verranno rivoluzionati nella competizione tra gas e energia elettrica; dove l’energia autoprodotta con fonti rinnovabili dagli edifici sarà potenzialmente accumulabile grazie alle nuove batterie; dove i sensori trasformeranno il bagno in un settore sanitario in grado di tenere sotto controllo la nostra salute.

I DATI DI OGGI

Il primo dato che va evidenziato è che, dopo la lunga crisi, il settore dell’idrotermosanitario registra negli ultimi tre anni un’importante crescita. Il fatturato dei distributori è tornato a crescere nel 2015 del 4,1%; nel 2016 del 6,6%; e nel 2017 crescerà secondo le previsioni del 3,5%. Tra 2017 e 2014 la crescita è stata del 14,8%, mentre nel 2018 l’ITS tornerà a sviluppare un fatturato, a valori correnti, come quello pre-crisi.

I FATTORI DI CRESCITA

La ripresa delle vendite è dovuta a vari fattori: la crescita strutturale degli investimenti in manutenzione straordinaria del patrimonio edilizio, sospinta dagli incentivi fiscali; la sempre maggiore attenzione che viene posta alla riqualificazione energetica; la ripresa delle compravendite immobiliari che comportano interventi di riqualificazione.

Sono inoltre da considerare gli effetti della normative che hanno inciso sull’adeguamento dei sistemi di contabilità nell’uso degli impianti di riscaldamento e le condizioni climatiche che hanno richiesto, negli ultimi due anni, un maggior uso di condizionamento. Ma certo la ripresa è dovuta anche al fatto che l’economia, pur lentamente si sta riprendendo, e che la spesa delle famiglie si sta consolidando.

LA RIQUALIFICAZIONE, MOTORE DELLA CRESCITA

Certo il mercato è trainato dalla riqualificazione del patrimonio edilizio e vede ancora in frenata la produzione di nuove abitazioni, questo perché il patrimonio edilizio cresce e soprattutto invecchia e perché la produzione annua di nuove abitazioni è, dopo la crisi, fortemente diminuita, ma soprattutto perché si va riducendo la domanda primaria espressa dalle nuove famiglie. Anche il futuro sarà guidato dalla trasformazione del patrimonio esistente.

Nel decennio 2001-2011 si è assistito al più alto boom di nuove famiglie della storia italiana dal secondo dopoguerra, tra la formazione di nuove famiglie e l’estinzione di quelle esistenti, ogni anno si è registrato un incremento di 280.109 famiglie; nello stesso periodo l’incremento dello stock edilizio italiano è stato di 244.496 abitazioni. Pur nel boom edilizio del periodo, il boom delle nuove famiglie è stato ancora maggiore. Le previsioni 2011- 2021, vedono l’incremento di abitazioni ridotto a 150.118 abitazioni annue, ma le nuove famiglie crescono ancora meno: solo 133.710 all’anno, come negli anni ’80 e negli anni ‘40. Ma soprattutto nella previsione nel decennio 2021- 2031 le nuove famiglie all’anno saranno meno di 11.000. Sempre più il mercato dei prossimi anni si giocherà sulla trasformazione del patrimonio esistente.

L’EVOLUZIONE DELL’IDROTERMOSANITARIO

Come dicevamo in precedenza, se analizziamo i trend del cambiamento del mercato registrati negli anni 2000 ci troviamo di fronte a uno scenario caratterizzato da tre grandi fasi: la fase “minimalista”, la fase “personalizzazione”; e nel futuro la fase “digitalizzazione” o “integrazione” o “interconnessione”.

Nel 2020-2030, il bagno diventa molto più “sanitario” in senso di luogo di verifica e misurazione dello stato di salute del fruitore, oltreché luogo tecnologico del comfort scientifico: si arricchirà di funzioni sempre più automatiche, tra le quali autopulizia e igienizzazione. Per alcuni il bagno non avrà confini definiti, entrerà nelle altre stanze, oppure per altri i sanitari saranno messi in una stanza separata dal bagno, come nel passato e in alcuni Paesi ancora oggi. La modellazione informatica attraverso il BIM (Building Information Modeling) e la nuova industrializzazione segneranno il mercato delle nuove costruzioni e condizioneranno, un segmento di mercato, con la produzione di bagni chiavi in mano sulla base di progetti standard. La compatibilità ecologica e la sostenibilità diventeranno elementi ancor più importanti da integrare alla personalizzazione e all’effetto emozionale nel mercato della riqualificazione.

RISCALDAMENTO

Sul piano del riscaldamento il futuro sarà sempre più condizionato da impianti ibridi, infatti si dovranno obbligatoriamente integrare sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti per coprire i consumi di calore, elettricità e raffrescamento. Questo è quanto disposto dal Dlgs 28/2011 in applicazione alla direttiva europea 2009/28/CE. Oggi i sistemi più praticabili per soddisfare la richiesta energetica di una casa che vuole essere a emissioni zero si possono racchiudere in due principali tecnologie: un sistema integrato solare termico/biomasse per il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acs con un impianto fotovoltaico per soddisfare i bisogni energetici; un sistema totalmente elettrico con utilizzo delle pompe di calore per il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acs. Molto però di quello che succederà nel prossimo futuro in questo campo dipenderà da quando e con quali caratteristiche arriveranno sul mercato efficienti batterie in grado di accumulare l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Una casa autosufficiente in grado di produrre energia e alimentare anche l’automobile elettrica rappresenta uno scenario del futuro con il quale presto dovremo fare i conti. Infine la domotica assumerà ruoli sempre più importanti per la gestione dei consumi e l’ottimizzazione dei comportamenti.

Nelle fotografie, alcuni dati relativi al settore ITS, al patrimonio edilizio e all’evoluzione dal 1930 al 2030 di bagno, impianti di riscaldamento/climatizzazione e superfici pavimentate.

www.angaisa.it