Sicilia: la Regione sospende le autorizzazioni alle rinnovabili

Il Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci ha presentato un emendamento, approvato dall’Aula, nell’ambito della Legge Finanziaria regionale siciliana 2018 a sua volta approvata, che prevede per gli impianti eolici e fotovoltaici la sospensione, per 120 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento, del rilascio delle autorizzazioni da parte della Regione.

Questo al fine di consentire alla regione una verifica, attraverso un adeguato strumento di pianificazione del territorio, degli effetti sul paesaggio e sull’ambiente correlati alla realizzazione di tali impianti, a prescindere dall’elenco delle aree non idonee già approvato con Decreto del Presidente della Regione ad ottobre 2017.

L’ANEV denuncia la violazione in una volta sola le regole europee, nazionali e regionali in tema di sviluppo ed energia. Se infatti nel Mondo ed in Europa si spinge affinché le fonti rinnovabili vengano realizzate prima possibile per consentire la transizione energetica già approvata ad ogni livello politico, in Italia abbiamo addirittura una Strategia Energetica Nazionale che definisce gli obiettivi da raggiungere.

Questa decisione oltre a manifestare contrarietà nei confronti dello sviluppo delle Fonti Rinnovabili rappresenta un ulteriore atto ostile della Regione nei confronti del settore delle Rinnovabili e dell’eolico. Già in passato di fronte ad atti di questa natura l’ANEV era intervenuta segnalando profili di illegittimità delle norme, poi confermati dalla Corte Costituzionale e dichiarati incostituzionali dopo essere stati impugnati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il danno oltre che di natura economica, è anche e soprattutto di natura ambientale, poiché la Regione Sicilia con questa mossa rallenta lo sviluppo con motivazioni risibili, si adduce infatti come scusa quella di consentire una verifica, attraverso un adeguato strumento di pianificazione del territorio regionale, degli effetti sul paesaggio e sull’ambiente correlati alla realizzazione di tali impianti.

Ciò risulta di difficile comprensione dal momento che l’Italia ha uno dei più avanzati ed accurati procedimenti di tutela ambientali, che già prevedono l’applicazione di procedure di valutazione avanzate volte a verificare ogni tipo di impatto su paesaggio, fauna, flora e ogni altro bene da tutelare.

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