Centro di formazione per freddo e condizionamento in Africa

La Formazione professionale italiana sbarca in Burkina Faso grazie al Centro Studi Galileo in partnership con New Cold System, che aprono il primo centro di formazione europeo per freddo e condizionamento del continente africano.

La sfida globale alla malnutrizione passa dalla creazione di un’efficiente catena del freddo nelle Nazioni in via di sviluppo. In Africa, il 50% di frutta e verdura non raggiunge le tavole dei consumatori finali. La formazione dei Tecnici del Freddo è un primo passo fondamentale e ineludibile per lo sviluppo di presidi efficienti atti alla conservazione degli alimenti.

Questo concetto è stato fatto proprio dalle Nazioni Unite che negli ultimi 5 anni hanno commissionato a Centro Studi Galileo Corsi e sessioni di Certificazione per Tecnici di una settantina di paesi. Molti hanno ottenuto la Certificazione presso la sede centrale CSG di Casale Monferrato, altri nelle nazioni di provenienza. Le ultime missioni internazionali, sotto egida ONU, sono state: Sri Lanka, Thailandia, Ethiopia, Eritrea, Rwanda, Benin, Tunisia, Gambia, Montenegro, Bosnia Herzegovina, Turchia, Bielorussia, Ukraina, Uzbekistan, Tajikistan, Ghana, Colombia, Stati Uniti d’America, Nigeria, Arabia Saudita, Tunisia, Giordania (anche con tecnici Irakeni), Bahrein, Emirati Arabi Uniti, India, Maldive, Qatar, Kuwait.

A seguito di questa esperienza acquisita sul campo ora apre il primo centro di formazione HVACR europeo del continente nero. Marco Buoni, CEO di Centro Studi Galileo e dalla scorsa settimana Presidente di AREA (quindi rappresentante e livello globale dei 125mila Tecnici europei del Freddo) e Madi Sakande, General Manager della New Cold System, imprenditore burkinabè premiato dalla Presidenza della Camera dei Deputati come miglior imprenditore straniero in Italia, hanno lanciato una partenrship che permetterà ai Tecnici africani di avere una formazione di stampo europeo.

“La nuova sede si trova a Ouagadougou, Capitale del Burkina Faso. Per noi un segnale importante di vicinanza tra le nostri nazioni e di volontà da parte dell’Europa di sostenere concretamente gli sforzi africani per una crescita sostenibile. Operare correttamente sugli impianti frigoriferi è importante per lo sviluppo del comparto agricolo, per la lotta alla malnutrizione e per non vanificare gli sforzi europei e africani nella riduzione delle emissioni di gas climalteranti. Un kg di gas disperso in atmosfera per l’errore di un Tecnico non formato equivale all’inquinamento prodotto da un’auto a gasolio che compie 20mila km, effetti collaterali che il Pianeta non può permettersi” dichiarano i due dirigenti.