I ritardi dei pagamenti mettono in difficoltà le imprese

L’Anie, la Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche, ha condotto un’indagine dalla quale risulta che l’86% del imprese del settore subisce notevoli ritardi extracontrattuali dei pagamenti, soprattutto da parte dei clienti pubblici: oltre 150 giorni di media; 45 giorni invece il ritardo medio dei privati.

I dati si riferiscono al 2010 e sono stati ottenuti da un’indagine a cui ha partecipato un campione di aziende elettrotecniche ed elettroniche operanti nei settori strategici dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

Ai ritardi sembra aggiungersi anche il mancato pagamento degli interessi, come ha segnalato la quasi totalità delle imprese Anie che hanno preso parte all’indagine. È la pubblica amministrazione locale quella che mostra una maggiore propensione alla dilazione dei pagamenti.

Il ritardo dei pagamenti si è accentuato nel biennio 2009-2010, rispetto agli anni precedenti, per il 70% delle imprese campione, mentre il 30% dichiara una situazione stabile. Nessuno segnala un miglioramento.

L’Italia su questo aspetta sembra avere un non gradito primato negativo. In Europa oltre la metà della (56%) non ha riscontrato ritardi nei pagamenti: i paesi più virtuosi sono la Germania, il Regno Unito e Malta; in difficoltà Spagna, Grecia, Romania. Fuori dall’Europa comunitaria i paesi virtuosi sono gli Stati Uniti, la Svizzera e Israele; quelli più difficili Algeria, Egitto, Marocco, Siria e Qatar.

“Dal quadro – comunica Confindustria Anie - emerge che le imprese strette nella morsa di pagamenti dilazionati e condizionate al tempo stesso da una difficile congiuntura hanno subito rilevanti conseguenze sia nella gestione ordinaria sia, elemento più critico, nelle scelte strategiche.

“In particolare – continua il comunicato - per arginare le sofferenze nel breve periodo le imprese si sono viste costrette a ritardare a loro volta i pagamenti ai fornitori (per quasi l’80% del campione) e a rivolgersi, accrescendo l’indebitamento, agli Istituti di credito (più del 60%). È inoltre stato segnalato un incremento degli oneri, finanziari e non, che si va ad aggiungere a una situazione già precaria. Un ulteriore elemento di elevata criticità (segnalato dal 30% degli operatori) è dato, in conseguenza alle minori risorse disponibili, dalla contrazione degli investimenti previsti, fattore molto rilevante in quanto pregiudica le traiettorie di sviluppo futuro dell’impresa e la sua stessa sopravvivenza.”

“Il fenomeno dei ritardi nei pagamenti si ripercuote negativamente sull’attività d’impresa, pregiudicando operatività e risorse disponibili – ha commentato Maria Antonietta Portaluri, Direttore Generale Confindustria ANIE – Questo è ancor più vero in una fase congiunturale critica come l’attuale in cui i ritardi nei pagamenti appesantiscano notevolmente gli oneri a carico delle imprese. Sono particolarmente colpite le piccole e medie aziende che risentono dei maggiori vincoli finanziari e strutturali. Il problema acquista maggior rilevanza – ha precisato Portaluri – quando il ruolo di debitore è assunto dalla Grande Committenza in mercati strategici come l’energia, i trasporti e le comunicazioni e dalla stessa Pubblica Amministrazione.”