Efficienza edifici: la posizione di Anit e il corteo virtuale
Pubblichiamo un testo diffuso da Anit (Associazione Nazionale per l'Isolamento Termico e Acustico) e firmata dal suo presidente, l'ing. Valeria Erba, nel quale l'Assoociazione presenta la propria posizione a proposito delle incertezze che permangono sugli incentivi per gli interventi di miglioramento dell'efficienza energetica degli edici.
"Le possibilità sul futuro delle detrazioni fiscali per interventi di risparmio energetico cambiano di giorno in giorno e risulta difficile prevedere cosa hanno in mente i 'nostri' politici in merito.
Si discute sulle rinnovabili con grandi polemiche e forti interessi economici, ma se di green si vuole parlare sicuramente l’energia più green è quella non richiesta.
Quello che dovrebbe essere alla base di una riduzione di consumi energetici, ossia un edificio il più possibile efficiente e con un fabbisogno di energia il più possibile vicino allo zero, vien messo in secondo piano rispetto alla ricerca di energia. A noi questo sembra un controsenso.
I provvedimenti per incentivare gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici sono ormai in un 'limbo' da qualche anno, senza certezze e quindi difficili da programmare e realizzare.
Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini aveva parlato di stabilità, ma se la stabilità è quella che si vede all’orizzonte non ci stiamo.
Nell’ultima versione in bozza del 'Provvedimento urgente in materia di infrastrutture e trasporti', che sarà discussa al prossimo Consiglio dei Ministri, si prevede una proroga del 55% ancora per 1 anno per poi convergere nelle detrazioni del 36%. Tali detrazioni verrebbero poi innalzate al 50% fino al dicembre 2014. E poi? Tutto è ancora molto, troppo vago!
Equiparare gli interventi di riqualificazione energetica alle ristrutturazioni di interni è lontano dall’idea di una politica energetica che punta ad edifici 'zero Energy'. Inserire tutti gli interventi in uno stesso calderone, che sia il 50% o il 36%, non aiuterà il miglioramento del nostro patrimonio nazionale sotto il punto di vista energetico ambientale.
Sia nel caso che dall'anno prossimo il 55% confluisca nel 36%, sia nel caso che il bonus per le ristrutturazioni aumenti dal 36 al 50%, lo Stato non avrà più nessun riscontro su quali saranno i risultati in termini di tipologia e di numero di interventi effettuati, né di risparmio energetico ottenuto, né di limitazione di emissione di gas climalteranti e soprattutto l’utente non sarà più obbligato a rispettare limiti più virtuosi e certificarli.
Se questa sarà la scelta del Governo, sicuramente non crediamo sia una scelta meditata pensando ad una politica energetica per il Paese che possa portare ad una riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti.
Con la presente Voce Anit chiediamo a tutti coloro che la condividono di sottoscrivere la richiesta di:
- una politica energetica a lungo termine: tempi che permettano una programmazione degli interventi e delle strategie di impresa,
- un piano energetico sostenibile e di supporto alle imprese: prevedere, in questo momento di crisi, aiuti al settore delle costruzioni non in maniera casuale ma nella direzione di edifici sostenibili, nuovi e riqualificati, che possano con il tempo diventare la regola senza bisogno di sostegno
- certezze: provvedimenti sostenibili, sicuri e per un periodo quantomeno in linea con la durata degli interventi previsti,
- distribuzione degli eventuali incentivi su tutto l’edificio: non finanziare solo la ricerca di energia green ma sostenere anche gli interventi che permettono di ridurre questa richiesta di energia.
Se condividi la nostra posizione divulga il nostro documento e invia un’email a: condividolavoce@anit.it con oggetto “condividolavoceAnit-1-2012”, inserendo: nome, cognome, provincia di appartenenza, da chi hai ricevuto il documento, nonché eventuali commenti e suggerimenti. Costruiremo insieme un corteo virtuale a supporto dell’efficienza degli edifici, dell’edilizia sostenibile ma soprattutto delle Leggi sostenibili!"
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