Pannelli fotovoltaici: amici o nemici dell’economia?

Si discute già da tempo sui pro e i contro di tale innovazione e fiumi di parole si versano quotidianamente su questo argomento, spesso scavalcando gli argini del buonsenso. È ormai diventato un rito ripararsi dietro alla facile scusa dei costi troppo elevati che andrebbero sostenuti per la costruzione su larga scala dei succitati impianti, senza contare l’apocalittico incremento che questo tipo di energia apporterebbe alle nostre bollette della luce, già di per sé fin troppo salate. Sul fotovoltaico si è detto di tutto, anche che è nemico dell’agricoltura e preda di facili speculazioni. Ma come stanno realmente le cose?

È scesa in campo a Roma Legambiente, a fianco di Asso Energie Future e del senatore del Pd Francesco Ferrante, con la ferma intenzione di darcene un’accurata spiegazione.

Per quanto concerne il punto di vista economico, che in queste situazioni è spesso e purtroppo il solo ad essere valutato, la realtà emergente sembra essere molto diversa da quella descritta dai sostenitori dell’apocalisse monetaria.Il rincaro sulle nostre bollette risulterebbe infatti pari al costo di un caffè e una brioche al mese, senza contare i vantaggi che l’introduzione del fotovoltaico apporterebbe non solo all’ambiente, ma anche all’economia del nostro paese.

Oltre a raggiungere gli obbiettivi che ci eravamo ingenuamente, e forse anche un po’ ipocritamente, fissati con la nostra adesione all’accordo di Kyoto nel 2001, si verrebbero inoltre a creare in soli nove anni tra i 210 e i 225 mila posti di lavoro che genereranno alle casse dello stato un apporto di circa 50 miliardi di euro nei prossimi 30 anni, senza contare un incremento della ricchezza generale di circa 110 miliardi già nel 2020.

L’origine delle polemiche è dunque ancora una volta da ricercarsi nelle bollette troppo care. In Europa siamo infatti coloro che ne pagano di più. Il senatore del Pd Francesco Ferrante ha però ricordato che tale sbalzo rispetto agli altri paesi deriva da quelli che sono chiamati “oneri di sistema”, per nulla dovuti alla produzione di energia.

Gli incentivi per le energie pulite pesano infatti meno della metà sul totale dei suddetti, che sono per la maggior parte composti da stanziamenti per la ricerca e agevolazioni a grandi consumatori, quali per esempio le Ferrovie dello Stato. Sono inoltre da ricordare i 285 milioni del 2010 destinati allo smantellamento di centrali nucleari e a sovvenzioni per i comuni detenenti scorie radioattive.

Per quanto riguarda speculazioni e infiltrazioni in questo ambito della criminalità, i dati sulla proprietà degli impianti ne eliminano i sospetti. Il 34 percento degli impianti è infatti residenziale, mentre il 38 percento di questi sono di media taglia inferiori ai 20 kW.

Asso Energie Future raccomanda quindi di incentivare il fotovoltaico fissando un obbiettivo di 20 mila MW per il 2020, promuovendo una crescita di una filiera italiana e stabilendo tempi certi per le autorizzazioni. Prevede inoltre una tariffa incentivante stabile, ma decrescente con il miglioramento della tecnologia, oltre che di migliorare gli strumenti per garantire la legalità. (I. A.)