Gruppi frigo condensati ad acqua Climaveneta per Bosco Verticale

Bosco Verticale, progettato da Stefano Boeri, è stato scelto tra oltre 800 progetti, venendo nominato all’unanimità come il grattacielo più bello del mondo. Nella motivazione all’assegnazione si legge: “Il Bosco Verticale è un progetto meraviglioso e rappresenta sicuramente un modello per lo sviluppo di aree ad alta densità di popolazione in altri paesi europei”.

Il premio, nato nel 2003 e consegnato ogni due anni, è rivolto a tutti quegli edifici non inferiori ai 100 metri di altezza e valuta numerosi parametri tra cui sostenibilità, design, qualità degli spazi e integrazione con il contesto urbano. E proprio all’insegna della sostenibilità è stato progettato e realizzato anche l’impianto di climatizzazione di Bosco Verticale, complesso composto da due torri residenziali di 80 e 112 metri di altezza (27 e 19 piani, 113 residenze totali) in grado di ospitare 800 alberi fra i tre e i nove metri di altezza, 11.000 fra perenni e tappezzanti e 5.000 arbusti, per un totale di oltre 100 specie diverse.

Questi edifici, moderni e complessi, richiedono nell’arco dell’anno l’alternarsi di freddo e caldo, anche contemporaneamente. Sono, quindi, state selezionate per questo impianto quattro unità Integra Eracs2-Wq 2152 di Climaveneta, con condensazione ad acqua, un’evoluzione dei tradizionali gruppi frigo reversibili a pompa di calore, in grado di produrre contemporaneamente acqua refrigerata e calda. In tutti quei mesi dell’anno in cui nell’edificio è prevalente la richiesta di freddo (estate e mezze stagioni), il caldo, che viene generato sul condensatore, è gratuito; allo stesso modo, quando nell’edificio è prevalente la richiesta di caldo (inverno), il freddo viene generato sull’evaporatore.

Le unità Integra di Climaveneta permettono così, in ogni momento dell’anno la massimizzazione autonoma dell’efficienza energetica. In particolare, i picchi in questo ambito vengono ottenuti nei periodi medio stagionali, durante i quali più probabile è la contemporaneità di richiesta di caldo e freddo. Per massimizzare l’efficienza dell’impianto, il progetto prevede lo sfruttamento dell’acqua di prima falda, risorsa rinnovabile peculiare dell’area milanese, con temperatura costante di 15°C circa tutto l’anno.

L’acqua viene estratta dal sottosuolo tramite 12 pozzi di mungitura e inserita in un anello di distribuzione da 350 millimetri, che raccorda tutti gli edifici del quartiere di Porta Nuova. L’acqua “energeticamente esausta”, che esce da ogni edificio, confluisce poi in una seconda rete ad anello che va a scaricare nella Martesana. Il livello del corso d’acqua è monitorato da un sensore, in modo da impedire lo scarico qualora si verificassero condizioni di piena. In tali frangenti, limitati nel tempo sia in termini di durata sia di frequenza, l’acqua viene dirottata verso sei pozzi di re-immissione in falda.

Oltre all’efficienza energetica, gli obiettivi primari del sistema impiantistico sono la flessibilità di utilizzo degli spazi in termini di riconfigurazione in base alle esigenze dell’utilizzatore finale, di modificabilità dei carichi trattati e degli orari di utilizzo, la possibilità di contabilizzare tutti i consumi di ogni singolo ipotetico affittuario e la semplicità di utilizzo.

L’installazione di unità polivalenti per la climatizzazione estiva e invernale in grado di lavorare sfruttando una risorsa rinnovabile quale l’acqua di falda hanno permesso, tra le altre cose, di ridurre drasticamente le emissioni locali di CO2 degli edifici, tutti certificati Leed o, come nel caso di Bosco Verticale, in fase di certificazione Leed Gold.