Palazzo Mazzolani: riqualificazione di un edificio storico con l'automazione

La lombarda Coster, specializzata in tecnologie elettroniche applicate alla contabilizzazione e alla gestione del clima, ha realizzato nel 2013 l'impianto di riscaldamento di Palazzo Mazzolani a Faenza, contribuendo a un'importante opera di riqualificazione di un edificio pubblico. Dopo un anno di attività del nuovo impianto è ora possibile valutarne i vantaggi e il risparmio. 

Il Comune di Faenza mostra una spiccata attenzione alla verifica e al controllo dei consumi dei propri edifici, dal 1997 vengono registrati ed inseriti in una banca dati i consumi elettrici e termici, mettendo in atto una gestione centralizzata dei consumi. Questo monitoraggio energetico comporta una notevole semplificazione amministrativa, unita alla verifica delle anomalie e alla possibilità di intervenire più velocemente per risolverle, offrendo anche una panoramica completa per individuare le possibili situazioni che possono essere migliorate. La riqualificazione di edifici pubblici è un processo inevitabile per affrontare le attuali sfide ambientali, intervenendo su impianti obsoleti e energivori con soluzioni tecnologiche all'avanguardia.

 

Il Palazzo Mazzolani è di proprietà della provincia di Ravenna (52%) e dell'Asp, ex Opere Pie (48%), ospita la sede dell'ISIA (istituto universitario) e altre aree che il Comune di Faenza mette a disposizione della Soprintendenza archeologica e di altre associazioni. La situazione antecedente all'intervento di Coster era costituita da una centrale termica a gas composta da due caldaie da 461kW, di cui una inutilizzata da anni, e i consumi annui di gas ammontavano a circa 60000mc, con dei costi di gestione complessivi annui al di sotto dei 70000 Euro. L'immobile ha un volume di circa 98000 metri cubi e la ripartizione dei costi avviene sulla base dei metri quadri utilizzati.

I punti principali del progetto sono quindi stati il rinnovo della centrale termica, la riduzione della potenza installata, l'installazione di un sistema di termoregolazione a zone, la trasmissione del segnale dalle centraline di controllo ai singoli termosifoni con tecnologia wireless, la ridefinizione delle modalità di contabilizzazione dei consumi. La nuova configurazione ora vede due caldaie (nella foto) rispettivamente da 186 kW e 244 kW, un sistema termoautonomo wireless composto da 6 antenne e 125 valvole regolabili poste sui termosifoni.

I dati divulgati dal Comune di Faenza in merito ai consumi indicano un notevole abbattimento del consumo di energia, che secondo i diversi parametri risulta più che dimezzato. Nelle tabelle di seguito riportiamo alcuni esempi.