Il piano cotture a induzione rappresenta oggi il futuro della cucina ecosostenibile, ovvero un approccio alla cucina che grazie alla diffusione delle piastre a induzione salvaguarda anche l’ambiente. Questo perché cucinare è un atto dovuto quotidiano che accomuna miliardi di persone e se ognuno lo potesse fare in modo più ecologico e consapevole si potrebbe ridurne l’incidenza sulle risorse del pianeta. Il modo di concepire e abitare la casa sta cambiando e si fa sempre più riferimento a un ideale di casa del futuro, una casa con elevata efficienza energetica, se non addirittura autosufficiente, che non necessita di combustibili fossili per il riscaldamento o la cottura dei cibi, o che comunque ne limita l’utilizzo al minimo.

Partendo proprio dalla cucina, grazie all’utilizzo sempre più crescente dei fornelli a induzione, si può già dare il proprio personale contributo a favore dell’ambiente, traendo anche alcuni importanti vantaggi. Dopo un lungo periodo di scetticismo, dato soprattutto dalla difficoltà di modificare le proprie abitudini in un ambito così legato alla tradizione italiana come la cucina, negli ultimi anni la cucina a induzione sta diventando protagonista anche nel nostro paese. In realtà c’è una spiegazione logica, dovuta soprattutto all’evoluzione tecnologica che ha portato le cucine a induzione ad essere sempre più performanti, consentendo tecniche di cucina sempre più simili a quelle con i fuochi a gas tradizionali che erano invece impensabili con le piastre ad induzione di prima generazione.

Un’altro fattore importante da tenere in considerazione è l’aspetto estetico, tanto caro a noi italiani, da sempre affascinati dal buongusto non solo in tavola, ma anche nell’abbigliamento e ovviamente come in questo caso nel design. Questo perché la piastra induzione si presenta decisamente bene, una lastra liscia e uniforme di materiale vetroso e niente più, spesso di colore nero lucido, che la rende decisamente più accattivante degli obsoleti fornelli a gas, i quali mantengono ancora il loro fascino unicamente in ambienti “vintage”. 

Come funzionano i piani cottura a induzione

I fornelli a induzione hanno esattamente la stessa funzione di quelli a gas tradizionali, ma a differenza di questi non necessitano di gas per funzionare ma bensì sono alimentati da energia elettrica. Come dicevamo l’aspetto del piano cottura induzione si manifesta come uno strato liscio e uniforme in vetroceramica, sul quale vengono appoggiate direttamente pentole e padelle. Non vi è presenza di alcuna fiamma, quindi il calore viene trasferito direttamente dalla superficie della piastra al fondo della pentola. I piani cottura induzione non provocano dispersione di calore, come invece accade con i fornelli a gas, infatti con i piani a induzione il calore si diffonde in modo uniforme unicamente lungo la superficie della pentola. Al di sotto della superficie del piano induzione si trova un sistema di bobine alimentate con energia elettrica, una per ogni punto di cottura, che riescono a scaldare in breve tempo le pentole grazie al campo magnetico che sono in grado di generare. Le bobine creano il campo elettromagnetico che si trasferisce direttamente al fondo delle pentole, le quali però devono necessariamente presentare un fondo perfettamente piatto e composto da materiale ferroso, quindi niente rame o ceramica. Ecco perché non tutte le pentole e le padelle sono adatte cucinare con il piano cotture induzione.

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Che pentole usare sui fornelli a induzione

Quando si cucina con il piano cotture induzione è necessario utilizzare pentole con il fondo piatto e che abbiano specifiche proprietà magnetiche. Per verificare se le pentole che utilizziamo solitamente funzionano con un piano cottura induzione è sufficiente appoggiarci sul fondo una calamita: se la calamita si attacca, la pentola funziona, mentre in caso contrario non funzionerà. Il piano cotture induzione infatti funziona solo con pentole che hanno il fondo perfettamente piatto e lo strato inferiore, ovvero il fondo della pentola, di materiale ferroso, perché altrimenti non si attiva il campo magnetico. Questo è un dettaglio da non sottovalutare perché se si hanno già molte pentole di rame, alluminio e terracotta, o se si è soliti cucinare con padelle antiaderenti con il fondo di alluminio, nessuna di queste funzionerà con un piano cottura induzione. L’unico rimedio per non sostituire l’intera batteria di pentole sono dei dischi adattatori per induzione, ovvero dei dischi che si applicano sui fuochi a induzione e sopra i quali si appoggiano le pentole, che in questo caso possono essere di qualsiasi tipo. La cottura con l’adattatore induzione può risultare però più lunga nelle tempistiche e meno efficace, aumentando quindi i costi di utilizzo e riducendo la qualità del risultato.

I vantaggi delle piastre a induzione

Il piano cottura induzione non si è ancora diffuso in Italia così come avviene da tempo in altri Paesi vicini al nostro, in parte per questioni culturali ed economiche legate alle differenti politiche energetiche, ma anche perché non sono ancora ben noti al grande pubblico quali siano i vantaggi che si possono avere scegliendo questo tipo di dispositivo. Tralasciando l’aspetto estetico innovativo rispetto ai piani cottura tradizionali, i piani di cottura a induzione hanno anche altri vantaggi di maggiore importanza oltre al risparmio energetico. La sicurezza innanzitutto, che migliora eliminando gas e fiamme libere, ma anche l’estrema facilità di pulizia, che si ottiene eliminando dislivelli e fuochi difficili da pulire, mentre il piano cotture induzione si pulisce con un po di sgrassatore e una semplice passata di spugna. Osservando una piastra a induzione infatti, la prima cosa di cui chiunque si può rendere immediatamente conto è che è molto facile da pulire: il suo strato piano e omogeneo permette una pulizia davvero rapida ed efficace allo stesso tempo. Considerando invece l’aspetto riguardante i consumi, chi ha tariffe vantaggiose sull’energia elettrica rispetto al gas, dovrebbe seriamente considerare l’idea di scegliere un piano cotture induzione. Una maggiore convenienza si ottiene però per tutti coloro che riescono a produrre energia da fonti rinnovabili: i possessori di impianti fotovoltaici posso infatti disporre di una cucina a zero costi. Per chi desidera perseguire uno stile di vita “green” e “smart”, ovvero “verde” e “intelligente”, un ulteriore criterio di valutazione che vi aiuterà a scegliere o meno un piano cottura a induzione è l’etica ecologica.

piano cotture induzione

Benché i pregiudizi vogliano il piano a induzione collegato a consumi energetici maggiori (almeno per quanto riguarda l’elettricità), in realtà questa apparecchiatura può offrire un notevole risparmio di energia. Infatti non prevede dispersione energetica né spreco di calore, dal momento che il piano si scalda solo del calore della pentola e diventa quindi freddo non appena la pentola viene tolta, facendo cessare il campo elettromagnetico. Questo sistema fa sì che le pietanze si cuociano uniformemente impiegando un tempo minore, quindi con un minore dispendio energetico.

Ricapitoliamo quindi i vantaggi del piano cottura induzione:

  • Design essenziale, elegante e moderno;
  • Facilità e velocità di pulizia;
  • Azzeramento dei rischi legati a eventuali fughe di gas;
  • Alto rendimento superiore al 92%: 1 litro d’acqua può bollire anche in 3 minuti;
  • Assenza di dispersione termica durante l’utilizzo;
  • Distribuzione localizzata ma omogenea del calore e cottura uniforme.

Consumi piastre induzione

L’aspetto principale da tenere in considerazione quando ci si riferisce al consumo di energia elettrica di una piastra a induzione è la sua potenza elettrica assorbita, cioè la quantità di energia assorbita nell’unità di tempo. Altro elemento da valutare è l’efficienza energetica, in quanto i piani cotture induzione disperdono meno calore e sono dunque più performanti rispetto a quelli a gas. Per efficienza energetica di un qualsiasi dispositivo o apparecchio si intende il rapporto tra l’energia consumata e la quantità di “lavoro utile” prodotto. Ad esempio nel caso dei piani cottura induzione si ha un’efficienza di circa il 90%, ovvero solo il 10% dell’energia erogata viene dispersa e quindi non finalizzata all’utilizzo preposto. Nei piani cottura a gas invece l’efficienza scende fino al 40%, ciò vuol dire che in alcuni casi viene disperso addirittura il 60% del calore emesso, quindi più della metà dell’energia viene consumata inutilmente. Se poi si considera che sul mercato esistono piani di cottura a induzione che ottimizzano automaticamente i consumi, regolando la richiesta di energia elettrica alle necessità del tipo di cottura che si sta eseguendo, e che il gas è un combustibile che libera CO2, mentre la corrente elettrica può essere ottenuta anche mediante fonti rinnovabili. L’utilizzo della piastra a induzione abbinata a un impianto fotovoltaico domestico o condominiale può rendere la vostra casa più efficiente, sicura e moderna.

Tuttavia, a causa dei consumi elettrici più alti rispetto a quelli che si avrebbero con un tradizionale piano cottura a gas, il sistema a induzione potrebbe richiedere una linea elettrica di potenza maggiore rispetto all’impianto elettrico standard da 3kW/h. Quindi è bene informarsi prima dell’acquisto per verificare di avere le linee di alimentazione e l’impianto adeguati a supportare la potenza elettrica assorbita dalle bobine del piano cotture induzione. Per utilizzare al meglio un piano a induzione senza il problema di accendere contemporaneamente altri elettrodomestici, può essere sufficiente potenziare l’impianto elettrico da 3 a 5 kW/h, soprattutto se si prevede di poter utilizzare più di due zone cottura contemporaneamente. In generale, essendo la potenza elettrica assorbita dalle bobine di un livello considerevole, chi è solito utilizzare più elettrodomestici nello stesso momento dovrà molto probabilmente adeguare la potenza contrattuale, aumentano anche i costi fissi in bolletta. 

Miglior piano cottura induzione

Per scegliere il modello di piano cottura induzione più adatto alle proprie esigenze, un criterio valido può essere il calcolo del tempo con cui la piastra induzione scalda le pentole. Valutare sempre le tempistiche e anche il consumo energetico necessari per portare l’acqua a ebollizione, quindi a 90°. I migliori piani cottura induzione sono quelli che ci impiegano da un minimo di 5 a un massimo di 8 minuti per scaldare circa due litri d’acqua. Per chi ha esigenze di cucina più avanzate, un criterio valutativo fondamentale prima di procedere con l’acquisto è la presenza o meno di regolatori di potenza. Si tratta di quella funzione che permette di regolare in maniera ottimale la potenza di ogni singola zona di cottura, disponendo anche di limitatori e di display con cui monitorare il consumo elettrico in tempo reale. Per occludere con un’ulteriore nota sulla sicurezza, se già un piano cottura induzione si rivela di per se più sicuro rispetto a quello a gas, perché scongiura fuoriuscite di metano e fiamme libere, è bene comunque dotarsi di un impianto che preveda i dispositivi di controllo dell’accensione e dello spegnimento. Quasi tutti i modelli delle varie marche hanno ormai il dispositivo che blocca l’accensione involontaria e che permette il raffreddamento rapido una volta terminata la cottura, ma un’altra funzione molto utile è quella contro le fuoriuscite, ovvero che blocca il sistema nel caso l’acqua esca dalla pentola riversandosi sulla piastra.

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